l ridispiegamento non significa annullare il nostro ruolo"

Poi, la dichiarazione-choc: "Arafat è stato assassinato"

Siria, la decisione di Assad "Via le truppe dal Libano"




Bashar Al Assad

BEIRUT - Le truppe siriane in Libano verranno ridispiegate nella Valle della Bekaa. Pur sottolineando che "questo non annullerà il nostro ruolo" nel Paese dei cedri, intanto il presidente Bashar Al-Assad lo ha annunciato. E lo ha fatto nel suo discorso al Parlamento di Damasco, trasmesso in diretta dalla Tv siriana che si riceve anche a Beirut.

Assad si è poi lasciato andare anche a una dichiarazione destinata a far salire la tensione con Israele: lo scomparso leader palestinese Yasser Arafat sarebbe stato "assassinato" nel quadro delle "pressioni internazionali sul mondo arabo dopo la guerra in Iraq". Senza aggiungere alcun altro dettaglio, Assad ha poi attribuito alle asserite "pressioni internazionali sul mondo arabo" quello che definito "il probabile assassinio" di Hariri.

Tornando al ritiro, il presidente siriano ha precisato che il ridispiegamento dei circa 14.000 soldati di Damasco avverrà in base all'accordo di Taif che nel 1989 ha posto fine alla guerra civile in Libano e della risoluzione 1554 del Consiglio di sicurezza dell'Onu, che nel settembre scorso ha chiesto il ritiro totale della Siria dal vicino Paese.

Assad ha aggiunto che, in un secondo tempo, le truppe ridispiegate nella Valle della Bekaa verranno ritirate sul "confine siro-libanese" e che la data del ridispiegamento verrà discussa la "prossima settimana" dall'Alto consiglio siro-libanese creato in base agli accordi di Taif.

Ma Assad precisa che l'operazione "non significherà l'annullamento del ruolo" della Siria in Libano. Anzi, ha aggiunto, la Siria sarà così "più a suo agio" nel trattare con il vicino Paese. Poi ha concluso che la Siria "ha già ritirato il 60 per cento" delle sue truppe dal Libano. "Negli ultimi cinque anni - ha puntualizzato il presidente siriano - i nostri soldati in Libano sono passati da 40.000 a 15.000".

courtesy:

(5 marzo 2005) la repubblica

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