"La nostra posizione verso la pace non cambia...Tutto quello che vogliamo e' una dichiarazione chiara da parte di Israele sul suo desiderio di pace e sulla restituzione delle terre alla Siria."

Damasco, 11 ottobre 2007

La Siria non parteciperà alla conferenza di pace sul Medio Oriente convocata a novembre ad Annapolis, negli Stati Uniti: ad annunciarlo è il presidente siriano Bashar Assad, in un'intervista al giornale tunisino Ash Shrouk, rilanciata oggi dalla stampa di Damasco.Nei giorni scorsi, gli Stati Uniti avevano fatto sapere che avrebbero invitato Damasco alla conferenza, nell'ambito della delegazione della Lega Araba.

La Siria "non parteciperà a una conferenza che non ha possibilità di successo", ha detto Assad, ricordando che per essere "serio" l'incontro dovrebbe trattare di "tutte le questioni relative al processo di pace e dunque anche della questione delle Alture del Golan: il binario siriano è essenziale e quella del Golan è la questione numero uno".

Nell'intervista Assad si è detto disponibile a migliorare i rapporti con l'Arabia Saudita e l'Egitto, rapporti che "non sono come dovrebbero essere". "E' nell'interesse della Siria avere una solidarieta' araba - ha affermato Assad - per discutere quello che dovremmo fare, specialmente nei prossimi mesi".

Il presidente siriano è tornato sull'argomento del raid israeliano del 6 settembre scorso, affermando che "l'imbarazzo e il mistero (attorno all'operazione che avrebbe preso di mira un sospetto deposito di materiale nucleare, ndr) dimostrano il fallimento delle fonti israeliane o americane...Stanno cercando di coprire il loro fallimento con il mistero. Se l'obiettivo non aveva valore, allora non c'è nulla di segreto. E se invece era importante, allora Israele dovrebbe parlare, perché rappresenterebbe una vittoria".

Assad ha poi parlato del ruolo di mediazione che la Turchia sta svolgendo tra la Siria e Israele: "Abbiamo detto loro (ai turchi) che la nostra posizione verso la pace non cambia...Tutto quello che vogliamo e' una dichiarazione chiara da parte di Israele sul suo desiderio di pace e sulla restituzione delle terre alla Siria".

Infine, il presidente ha avvertito che un'eventuale azione militare americana contro l'Iran sarebbe "insensata e dannosa per la regione e per il mondo intero".

http://www.rai.it/news/articolornews24/0,9219,4592118,00.html

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